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02/02/2010 21:32

Per provare vergogna

Bisogna sapere cosa è un'isola per provare tutta la vergogna. Bisogna, almeno una volta nella vita, aver considerato il mare come la fine del mondo. Non il luogo da cui si parte, ma il luogo dove la tua terra semplicemente finisce. E aver sentito l'emozione del varcarlo, lo sgomento di quel passo.
In Sardegna solo una minoranza di privilegiati non ha memoria del giorno in cui lo compì per la prima volta. Ancora vivono, nei monti dell'interno, uomini e donne ormai vecchissimi che mai l'hanno compiuto, né mai hanno visto il mare. Al tempo dell'infanzia degli operai dell'Alcoa, quei vecchi erano moltissimi. E molti altri il mare l'avevano solo visto, senza toccarlo, dal traghetto per una fabbrica in Germania, una piantagione in Argentina, una guerra di trincea.
Bisogna sapere la distanza per provare tutta la vergogna. Aver sentito pronunciare il nome di Roma come quello di un luogo onnipotente e lontanissimo. Una città enorme e misteriosa, dove si passa di corsa per sbrigare le pratiche e andare altrove. Un luogo dove, a meno di non essere privilegiati, "studiati", o onorevoli, si poteva restare per fare i camerieri o le donne di servizio in quelle case dove la Signora, parlando con le amiche, ti chiamava "la mia sarda" proprio come oggi le nipoti di quelle zotiche dicono "la mia filippina".
Per provare tutto la vergogna bisogna aver visto venire dal mare all'improvviso, come ai tuoi avi era accaduto con i cartaginesi, con i romani, con gli spagnoli, con i saraceni, quelle fabbriche grandi come città che venivano costruite negli anni del piano di Rinascita proprio mentre un miliardario musulmano ismaelita scopriva che il tuo mare era una miniera d'oro, se lo prendeva, come poi avrebbero fatto tanti altri, e gli cambiava il nome: addio Monti di Mola, ecco la Costa Smeralda.
Per provare tutta la vergogna bisogna essere capaci di immaginare che nel Sulcis Iglesiente c'erano le miniere vere, quelle dove si moriva, e che, chiuse le miniere, sono arrivate le fabbriche come l'Alcoa. E che su quelle fabbriche, come prima sulle miniere, sono stati costruiti progetti di vita, sogni, speranze per il futuro, perché ormai la terra dimenticata si era impigrita fino a diventare deserto.
Bisogna, per provare vergogna, aver patito la violenza della giustizia che calava suoi tuoi padri e suoi tuoi nonni, in quelle zone montuose dell'interno dove non si vedeva il mare, come una mannaia feroce e incurante delle tue tradizioni, delle tue regole e dei tuoi codici. E aver fatto la fatica di riconoscerla quella giustizia, fino a insegnarla ai tuoi figli, fino a farli diventare poliziotti e carabinieri per poi, a volte, vederli morire per la difesa dello Stato che ignorava il tuo nome e la tua lingua.
Per provare la vergogna bisogna pensare a tutto questo: alla storia, alla vita e alla memoria di quelle donne e di quegli uomini che ieri sera, dopo aver varcato il mare, si sono riuniti davanti al palazzo del Parlamento di Roma che discuteva su come tenere lontano dalla giustizia il capo del governo di Roma.

(Filo rosso del 3 febbraio 2010)

    • gabriella
    • 17/02/2010 14:35

    Rispondo a questo signor Paolo che ci illumina e fulmina ogni tanto con perle di saggezza....ma mi faccia capire lei dice che i posti di lavoro in Sardegna si sono persi perchè c'è la crisi nazionale anzi mondiale e quindi anche con Soru non sarebbe cambiato niente? (..Berlusconi ha detto che la crisi,ammesso che ci sia stata per noi italiani, è già passata!)che lo scandalo della Maddalena con Soru ci sarebbe stato comunque?,che le nostre coste salvaguardate dalla politica di Soru si sarebbero cementificate da sole come Tuvixeddu? che tutti i tentativi di Soru di dare una speranza a questa terra sarebbero stati comunque vani? Vede signor Paolo, Soru sicuramente di errori ne ha commesso se lo hanno mandato a casa un motivo ci sarà stato come dice lei ( ma questa è un'altra storia!)però,cosa che non può assolutamente dire di chi l'ha sostituito....lui nel bene o nel male ci ha provato a cambiare qualcosa in Sardegna! Per favore allora non ci venga a parlare di frasi fatte...Si legga i commenti all'articolo e vedrà che gli slogan qui li ha usati solo lei e con scarni e scarsi argomenti!E' un ammiratore di Cappellacci? bene,nessuno è perfetto!Al prossimo giro ci illumini con ciò che sta facendo per la Sardegna questo signore,magari ci convince.saluti Gabriella

    • Paolo
    • 16/02/2010 13:35

    FRASI FATTE !!!Se la maggioranza dei sardi ha mandato a casa Soru un motivo ci sarà stato, o no ?!Anche avesse scelto dei due mali il minore.La perdita dei posti di lavoro è un fenomeno Nazionale e MONDIALE, naturalmente ci deve essere solidarietà piena ma non si devono usare le disgrazie per fare politica di bassissimo profilo e senza senso.Se ci fosse il Governo Prodi (dio ce ne scampi per l'eternità) ci sarebbero le stesse manifestazioni davanti al Parlamento .....

    • Giancarlo Ortu-
    • 13/02/2010 18:17

    caro Giovanni Maria,
    ho apprezzato molto il tuo appassionato articolo che ripercorre in sintesi la tormntata storia di un'isola che ci è cara perchè ci siamo nati e non abbiamo ancora tagliato del tutto il cordone ombelicale.
    La storia della sardegna è una storia di invasioni, di conquista da parte di numerosi popoli avvicendatisi nel corso di quasi 2 millenni.Molti si fermarono sulla costa e fondarono città anche importanti come Cagliari,Nora,Tharros(fenici) Olbia(greci)e altre.Altri popoli conquistarono l'isola :vandali bizantini,pisani,genovesi,spagnoli.Tutti sfruttarono l'isola depredandola di prodotti agricoli e minerali preziosi.
    Per ultimi i piemontesi,della cui amm.ne rimane una falsa credenza TIZIA/TI/CURRIDI E ANCU/TI/CURRIDI/SU/BUGIU(Il ministro Bogino non fu una guzzino dei sardi.Comunque tutti lasciarono dietro di sè lacrime e sangue e la ridussero alla fame.Il Regno d'Italia dimenticò il Sud e la nostra isola.Con l'arrivo della Repubblica La Sardegna,nel 1948 riuscì a ottenere lo Statuto Speciale con legge costituzionale,grazie all'impegno di un gruppo di autentici autonomisti con Lussu,Laconi,Giua,Mastino,Segni,Melis e altri.Con l'autonomìa arrivò l'industrializzazione.Fu voluta a tutti i costi e il Piano di Rinascita
    portò l'industria chimica,petrolchimica e petrolifera.Fu collocata sulla costa e ,incredibile in mezzo alla Barbagia ,in concorrenza con la pastorizia. Ricordo il giorno dell'inaugurazione del complesso petrolchimico di Ottana;io a pranzo sedevo alla stessa tavola del direttore generale,un toscano di razza,del Presidente della provincia di
    Nu G.Murgia,al sen.DC di Nu(di cui non ricordo il cognome)e la Prof.ssa Avallone in rappresentanza dell'Università di Cagliari,che io
    accompagnavo.Ricordo gli interventi entusiastici di tutti gli oratori ufficiali:sembrava un'altra scoperta dell'America.Solo gli ecologisti tedeschi parlarono di un imminente disastro ecologico,economico-aumento dei prezzi, agalassie per le pecore,futura breve vita dell'impianto,assurdo in quel contesto agropastorale.Fu un intervento appassionato,sofferto,l'unico non interessato,improntato al buon senso.
    Prima e dopo ci furono altri insediamenti dello stesso tipo come la Liquigas,l'Eurallumina,l'Alcoa ecc...
    A onor del vero devo dire che dietro quelle scelte c'era un progetto industriale,che le povere popolazioni del Sud chiedevano.Significava lavoro,dignità,risarcimento in qualche modo.Oggi,la crisi globale, il mercato globale e gli interessi delle multinazionali stanno portando alla chiusura di molti stabilimenti che sono sempre più,oggi come ieri cattedrali nel deserto.Purtroppo oggi non c'è un progetto paese,uno straccio di piano industriale o di riconversione.Manca la volontà di sostenere i redditi in un momento di consumi in diminuzione.Tutto é kasciato al "ghe pensi 'mi"., telefono IO ALL'AMICO PUTINO ECC..SIAMO NELLA IMMOBILITà ASSOLUTA,NELL'ASSENZA totale DI IDEE.pOVERA sARDEGNA. NON SE LO MERITA. Dentro casa ospita il lusso più sfacciato, degno di Sardanapalo e la disperazione più totale che interessa intere province.Non ci resta che resistere.
    Juan carlos

    • aiò
    • 13/02/2010 13:04

    I sardi della Maddalena hanno votato Soru o la controfigura di Berlusconi?

    • Mario O per Maria C
    • 12/02/2010 21:17

    Cara Maria, intanto grazie per le belle parole e per l'affetto che nutri per la Sardegna, il Sardo è stato riconosciuto come lingua minoritaria, e pur con i vari dialetti si stà cercando un'unico modo per scriverlo, poi ogni dialetto diversifica pronunce e modi di dire. Il Catalano si parla ad Alghero, ma si avvicina al Sardo + o - come l'Italiano, perchè derivati dal Latino. Inizio la traduzione, ma sappi che certe cose se tradotte non rendono appieno il significato: Barone modera la tua tirannia, senò a costo della mia vita tornerai con i piedi a terra, è dichiarata la guerra alla prepotenza (queste parole sono l'inizio di una antica poesia in Sardo, ed era una protesta contro coloro che a quei tempi erano chiamati baroni). Poi ho scritto una lamentela benevola ai miei corregionali; avete messo sul trono il padrone, che ca..o pretendete l'avete votato dopo che vi ha preso in giro dicendo che votava Putin, avete mandato in parlamento gente che se ne fotte della Sardegna (chi è Barbareschi), quando tornerete a votare lasciate perdere barzellette e sorrisi da presa per il culo, votate i sardi e lasciate che i "continentali" si prendano per il culo a vicenda, ed i poveri non votino per i loro padroni o coloro che mangiano alla loro tavola. Ciao

    • Antonio
    • 12/02/2010 18:53

    Grazie Bellu, per aver saputo risvegliare emozioni che credevamo estinte: l'identità isolana, la stessa dei nostri Genitori, Nonni, Avi. E la dignità sociale, che, quando messi alle corde, siamo capaci di tirare fuori.Nessun trattato rivolto alla nostra ragione sarebbe riuscito a fare altrettanto. P.S: Io non provo vergogna, casomai rabbia. La vergogna è su chi abita il palazzo del parlamento di Roma.

    • maria c per mario o.
    • 12/02/2010 00:24

    caro mario, sono una siciliana che vive a Napoli sin quasi dalla nascita e che ama tanto l'Italia e tantissimo la Sardegna, benchè non ci sia ancora mai stata.Sono stata una delle prime persone a commentare questo articolo di GMBELLU e dopo un paio di giorni ho smesso di leggere i commenti. Stasera ho letto gli altri e anche il tuo ma, naturalmente, non sono certa di averlo capito tutto, Posso chiederti la cortesia di darmene una integrale traduzione? E', questo dialetto , derivato dal catalano o no? Grazie e ciao.

    • kay
    • 11/02/2010 17:54

    Il suo articolo è bello e commovente ma la verità è che quell'orgoglio evidentemente non lo abbiamo più se è bastato un venditore di fumo e di barzellette a sconfiggere uno dei pochi politici sardi che aveva davvero a cuore la sardegna e che quell'orgoglio sardo lo portava fieramente nel suo programma politico. E' bastato che arrivasse un imbonitore di folle da chissà dove sventolandoci la sua sfacciata e poco chiara ricchezza perchè il nostro orgoglio e la nostra antica saggezza si trasformassero in servilismo e idiozia. La verità è che berlusconi ci ha trattato da scemi e noi contenti e poco orgogliosi le sue fandonie ce le siamo bevute tutte. Ora contenti lo siamo un pò meno e ho paura che il peggio non sia ancora arrivato per noi sardi e anche per tutto il resto degli italiani.

    • aiò per i sardi
    • 11/02/2010 17:21

    Chiedete ai tenorenis di Striscia la notizia perché non si sono interessati di Bertolaso e la Maddalena. Forse il loro padrone Ricci che a sua volta ha per padrone Berlusconi non vuole?

    • Mario O
    • 11/02/2010 16:59

    Procura de moderare barone sa tirannia, chi sinonò pro fida mia falades a pede in terra, declarada es sa gherra contra de sa prepotenzia.........
    azzes postu su mere in su tronu, ite kazzu pretendides, d'azzes votau k'ada telefonadu a Putin. Azzes mandadu in parlamentu zente chi sind'affutidi de sa Sardigna (Barbareschi chi este?), lassae barzellettas e sorrisos kando torraes a votare, e lassai chi sos continentales si pighen pro kulu tra issos, e sos poberos non voten sos meres o canes de isterzu.

    • Paolo
    • 11/02/2010 10:23

    Heeee siiiiiiii, quando c'era Soru i sardi vivevano ricchi e felici .......... proprio un peccato che abbiano poi scelto di adeguarsi alresto del Paese, forse per la noia di avere tutto ..........Ma per favoreeeeeeeeeeeeAnche la Sardegna segue gli eventi della crsis momndiale, spiace ma è così

    • graziano deiana
    • 10/02/2010 20:31

    carissimo Giomaria, il tuo articolo è denso di emozione e verità.
    alla vergogna aggiungiamoci anche un pizzico di rabbia e pensiamo ai nuovi pretoriani che ci governano e che non sono comunque caduti dal cielo. qualche riflessione dovrebbero farla anche dalle parti del Sulcis, visti i risultati elettorali.avevamo una speranza, oggi abbiamo un deserto.
    pensiamoci bene...

    • GiordanoBruno (Claudio)
    • 10/02/2010 17:51

    E' vero, la Sardegna, la sua gestione politica è sprofondata nel nulla da quando Soru è stato sconfitto. E quel nulla sono i politici messi li da Berlusconi affinchè nulla si faccia. Ma si determini sempre più la distruzione di una regione, la più bella del mondo intero. Pagheranno lo scempio che continuamente stanno facendo. I sardi se ne accorgono poco, è un peccato! Io non sono sardo, ma vorrei diventarlo. In difesa della Sardegna cacciamo qualcuno che a volte ci abita con disprezzo di tutto il territorio.

    • Pasqualino
    • 10/02/2010 13:02

    Ho letto il bell'articolo che mi ha fatto rivivere l'emozione e la sofferenza del "salto" dalla Sardegna in continente dove, da più di 30 anni, ancora vivo.
    Ho vissuto anch'io - in Sardegna - una specie di Alcoa, tra l'indifferenza di molti politici potentissimi e scaltrissimi allora affaccendati in altre faccende.
    Desidero davvero che i miei conterranei coinvolti nello sfacelo dell'Alcoa vengano rispettati più di quanto non fu fatto con me e con i miei colleghi di lavoro.
    Mi preoccupa molto il fatto che, dopo la presidenza Soru, la Regione Sarda sia precipitata nel nulla. La giunta regionale appare semplicemente inesistente.

    • Un disoccupato sardo
    • 08/02/2010 15:55

    Ben pensato. Per provare tutta la vergogna basta forse leggere G.M. Bellu, e cedere, almeno per un momento, all'ipocrisia rassicurante di confondere una logica implacabile, appresa non certo oggi, con una spiacevole scoperta. Il problema di incidere su qualcosa che sembra ci governi dal tempo che fu...solo l'idea riesce a piegarci le ginocchia.E' più agevole tuffarsi nella vita comunitaria narcotizzando i dubbi più fastidiosi; sopratutto quando l'efficienza del nostro impegno, poco o molto che sia, pompa nella direzione che sappiamo essere sbagliata per tutti. Probabilmente quando ci si muove verso il disastro, in alcuni casi è meglio essere inefficienti che efficienti, rallentare, piuttosto che accellerare, riflettere per invertire, ma sul serio; piuttosto che agire in modo compulsivo assecondando l'inerzia dell'istinto. Ad esempio, quello di considerarci sempre senza alternative, sempre vincolati da forze trascendenti, sempre obbligati a barattare le riserve millenarie e la salute di molti, per il lavoro socialmente inutile di pochi e la ricchezza vergognosa di pochissimi; come se non stessimo continuando a decidere per la prosecuzione del calvario. L'Alcoa se ne deve andare. I lavoratori dell'Alcoa quel posto specifico lo devono perdere. Bisognerebbe cogliere l'opportunità di reinventare il contesto lavorativoesociale di quel territorio per garantire a quelle persone, ma sopratutto ai loro figli, il più ampio benessere possibile, non solo uno stipendio, che è fondamentale, ma sempre uno strumento resta; ma il più ampio benessere possibile, che è l'ultimo fine utile per qualsiasi luogo abitato. Con ?reinventare? non intendola produzione di un'altra lega ferrosa sotto un'altra insegna, così da ingrassare anche questo problema per provare ulteriormente la futura pazienza dei figli.Una manciata di stipendi sudati in sangue di malattie, concessi come fossero elemosine; elargiti in un territorio depauperato, avvilito, peraltro prosciugato con scorno di altri lavori strozzati nella culla e dimenticati, di altre prospettive di lavoro mai prese seriamente in considerazione, questo non è benessere.Se si cede alla confusione di strumenti e finalità è più difficile affrontare le questioni.Il banale dare tutto per inevitabile poi probabilmente fa il resto, sollevando la nostra intelligenza dalla responsabilità.In realtà penso siano sopratutto le stesse lacrime di coccodrillo di sempre la stessa vergogna di sempre.

    • luisa
    • 05/02/2010 22:12

    Ho una strugente nostalgia del mio sempre presidente RENATO SORU e una sorda rabbia per lo sciocco servo ugo intento esclusivamente a compiacere il suo padrone milanese(con rispetto per i milanesi).

    • Laura
    • 05/02/2010 18:47

    Caro signor Bellu,
    sono sarda, sono sulcitana e condivido appieno quanto dice Gabriella nel suo intervento. E' un articolo bellissimo il suo, ma non mi rispecchia e, secondo me, non CI rispecchia. Il mito del popolo oppresso da padroni di volta in volta diveri è comodo per costruirci l'immaginario degli sfruttati (qui in terra sarda e altrove, dove si emigra)ma è un alibi per non prenderci le nostre responsabilità ed è anche un po' un insulto alla storia della nostra isola a cui pochi attingono per ricordare che non siamo poverelli per tradizione atavica. Sarebbe troppo lungo riassumere in queste poche righe la ricchezza della nostra storia e delle sue testimonianze, le nostre miserie e i nostri fasti, che non sono né più né meno di quelli subiti o vissuti da altri popoli. Siamo emigrati come altri ma molti sono anche immigrati qui ai tempi dei fasti minerari e qui, nel Sulcis, a Ottana, a Porto Torres, sono anche arrivati fior di miliardi per contratti d'area e riconversione mineraria, per non parlare di Por e affini. Abbiamo dato e abbiamo avuto, però non abbiamo scelto le persone giuste per la gestione, perchè, ricordiamocelo sempre, fame o non fame, gli amministratori, i segretari di partito e i sindacalisti li scegliamo noi. La retorica del "mischinetto", signor Bellu, non ci giustifica più. Concordo con Gabriella anche nel rimpianto per il precedente presidente, Renato Soru, che oggi era in corteo a Cagliari, a testa alta e da presidente avrebbe aperto quel corteo. Ha senz'altro fatto errori ma aveva un'idea rivoluzionaria: quella che lo sviluppo di un'area passa attraverso l'istruzione e la formazione dei suoi abitanti. Ecco, per concludere, non penso a noi sardi come a un popolo di vessati, abbiamo sempre potuto scegliere e abbiamo spesso scelto male ma le scelte fatte ci rispecchiano. Magari in un futuro, spero prossimo, impareremo a non fare accordi al ribasso e sarà solo merito nostro esserci arrivati. Come oggi è solo colpa nostra essere a questo punto.

    • nanni48
    • 05/02/2010 18:15

    Non è un buon segno che la Sardegna si sia fermata per uno sciopero di solidarietà verso gli operai ell'Alcoa?

    • donatoP
    • 05/02/2010 18:00

    Dispiace molto vedere una cosi bella terra con altrettante belle persone intristirsi ed incattivirsi dopo che solo pochi mesi fà erano tutti felici quando l'anno data in mano al pdl(partito dei ladroni).Ecco cosa succede con il nano a comandare.Guardare la Maddalena (quanti soldi ha speso lui con il suo amicofidatoquasiministroBertolaso).Adesso vi consiglierei di andare tutti in quell'incantevole pezzo di terra dove ci sono le sue VILLE a vedere cosa si può fare.Stesso discorso o quasi si potrebbe fare per i Siciliani(quanto vi costerà il pedaggio sul ponte privatizzato per andare in calabria e viceversa per andare a lavorare?,basterà lo stpendio???.meditate gente,meditate....

    • mario da livorno
    • 05/02/2010 17:52

    Oggi due fatti 1°SCIOPERO GENERALE IN SARDEGNA per la difesa del LAVORO. 2°CRISI DELLE BORSE E DEI MERCATI FINANZIARI , mi è venuto a mente, ciò che disse un noto personaggio: CHI SARA' PIU' DELINQUENTE CHI FONDA LE BANCHE OPPURE CHI LE SFONDA?.....Ai lavoratori sardi auguro tanta unità, tanta consapevolezza e tanto consenso.

    • mariella serra
    • 05/02/2010 17:29

    L'articolo di G.M.Bellu è bellissimo ,persino commovente, però l'analisi di Gabriella è perfetta , la sposo totalmente...Brava Gabriella.

    • dané
    • 05/02/2010 17:14

    grazie sig. Bellu.Allegra Kelly, lei non arriva a neanche a comprendere la dignità di un pecoraio.

    • Federica
    • 05/02/2010 16:35

    Cara Gabriella il tuo commento completa l'articolo di Bellu.
    Purtroppo hai ragione...

    • kelly
    • 05/02/2010 15:01

    allegri operai sardi se le fabbriche chiudone tornerete a fare i pecorai

    • valentina
    • 05/02/2010 14:53

    Davvero belle queste parole che arrivano dal cuore.. oggi il popolo sardo ha preso coscienza.. era in piazza a cagliari.. eravamo uniti.. e dignitosi..Este semper s'ora de sa rivoluzione.. pacifica.. Che ci riporti la nostra dignita'.. Speriamo bene.. io nel frattempo dovro' andare via per cercare lavoro..

    • gabriella
    • 05/02/2010 14:53

    gent.signor Bellu,mi permetta di intervenire a proposito del suo articolo su l'Unità su gli operai dell'Alcoa in visita,non di piacere,nella capitale.Sono sarda sono sulcitana e quindi credo di avere le carte in regola per poter dire che questi articoli su questa Sardegna e questi sardi di cui parlate voi o non esiste( se non per fare lirica) o fa fare ai sardi una pessima figura!Scusi,ma se la Srdegna è stata sedotta,abbandonata,derubata,fregata da ogni furbetto (foresto naturalmente!)...questo chi l'ha permesso? Il sardo. e allora c'è qualcosa che non va!Si parla tanto di questo nostro orgoglio..si ,caratteristica del sardo: ORGOGLIOSO!...poi basta che arrivi Berlusconi che dice che si sente sardo perchè ha 6 ville in Sardegnae quindi chi più di lui può aiutare l'isola? (..e i sardi orgogliosi gli credono)e lo votano per poi ritrovarsi quel fantoccio per presidente della regione...."telefono io Putin per salvare il vostro posto di lavoro" (..e i sardi orgogliosi gli credono ) e lo votano con un plebiscito affossando l'unico uomo che veramente ci stava mettendo l'anima per restituire ( Soru, lui si!)questo famoso orgoglio ai sardi...e allora per favore,si, usate pure queste bella parole per dire quello che ha detto lei della Sardegna e,giù commenti su quanto siamo commossi e fighi!Ma la verità è sempre la stessa e sempre così sarà: i sardi? "pocos,malos,e malunidos.Solo gli stranieri come dice lei,in Sardegna si sono arricchiti e se così è...allora vuol dire che il sardo non è orgoglioso e protegge la sua terra,no,il sardo è servo,credulone e anche un po' stupido!Avevamo un grande Presidente e abbiamo permesso che venisse umiliato da quel voto osceno a favore di uno che è indescrivibile...non ha mai aperto bocca durante la campagna elettorale eppure il sardo orgoglioso, la sua terra...glel'ha consegnata.Chiedete a quegli operai quanti hanno ascoltato Soru si, però non era simpatico,non raccontava neanche una barzelletta!!!ora per loro è venuta l'ora di ridere per le barzellette di Berlusconi.grazie gabriella

    • Luca
    • 05/02/2010 13:42

    Bellissimo articolo!

    • piera agueci
    • 05/02/2010 13:02

    prendo coraggio e dico...MI VERGOGNO DI NON ESSERE IN PIAZZA...DI NON ESSERE A CARBONIA...ma...NN DIMENTICO cio' ke mi disse SORU...il RE NATO,(...), "abbia più fiducia nei suoi figli" in risposta alla mia domanda "che futuro avranno i miei figli, visto che si stanno laureando in sardegna e vorrei che ci rimanessero?" I MIEI FIGLI SONO A CARBONIA...speriamo bene...caro GIOVANNI MARIA....

    • Guglielmo
    • 05/02/2010 12:48

    Per provare tutta la vergogna bisogna sapere ammettere che finché la maggioranza di noi sardi continuerà a pensarla come Te, caro Giommaria, saremo bravissimi per sempre, nei secoli dei secoli, solamente a piangerci addosso. Nient'altro

    • apolobzz
    • 05/02/2010 12:37

    I sardi sono sempre stati in prima linea, utilizzati come carne da macello.
    Il bellissimo articolo di Giovanni Maria Bellu mi ha ricordato la Prima guerra mondiale quando, dopo la disfatta di Caporetto, le donne italiane vicine al fronte, sollevando tra le braccia i propri figli, chiedevano ai militari della Brigata Sassari di difenderli dagli invasori. I "sassarini" avevano risposto "ora ci siamo noi"!!
    Non so come si dice in sardo, sono nato a Milano, e per usare un dialetto potrei provare a tradurre con "Ghe pensum num" .....
    Dato che i sardi -a differenza di noti logorroici-, se dicono una cosa, la fanno, furono i primi, qualche tempo dopo, ad entrare a Trento ai primi di novembre del 1918 come vincitori.

    • nanni48
    • 05/02/2010 11:34

    Anche io ho scritto di essere rimasto deluso dal voto dei sardi alle regionali. Però da qui a crocifiggere i lavoratori dell'Alcoa ce ne corre.

    Sicuramente molti di loro hanno votato Berlusconi alle regionali. Ma non credo che abbiano commesso una colpa così grave da meritare la peggiore delle pene: La perdita del lavoro.

    Il lavoro e la dignità che da vanno difesi per tutti e da tutti.

    • Talinos
    • 05/02/2010 10:20

    Grazie Giommari.
    Grazie per il tuo articolo che ho letto e riletto tre volte di fila, tutte e tre con il groppo in gola.
    Penso spesso alla nostra condizione di Sardi, orgogliosi e testardi, capaci di amore e fratellanza ma anche portati all'autolesionismo... Come saremmo stati adesso se non avessimo riconsegnato l'Italia e la Sardegna a questo sciagurato centrodestra, che pensa solo a risolvere i problemi del suo padre padrone ...

    • PIPPO
    • 05/02/2010 04:12

    Io sono calabrese e mi capita spesso di vergognarmi di esserlo e questo mi fa stare malissimo; ho fatto il militare nel famoso 151 Fanteria Sassari ed ho imparato a conoscere i sardi : popolo favoloso,di grandi tradizioni,di grande carattere. Ribellatevi e chiedete quantomeno la stessa autonomia e gli stessi diritti della regione sicilia (o della provincia di Bolzano) o almeno la stessa secessione che Bossi chiede per le popolazioni del nord. Alla fin fine cosa avete da perdere! Forse qualche ricco turista del lombardo-veneto......

    • mauro
    • 04/02/2010 21:46

    ho letto questa "poesia" svariate volte...e credo che la rileggerò...come diceva qualcuo che mi ha preceduto...CI MANCA SORU...lui si che ci sarebbe stato ad affiancare i lavoratori dell'Alcoa..ma ce lo siamo lasciati scappare...che stupidi!grazie Giovanni Maria Bellu per questa enorme testimonianza di sardità e amore verso questa terra così bella e così sciagurata.

    • michele
    • 04/02/2010 21:39

    ribadisco i risultati elezioni regionale sardegna 2009
    comune portoscuso
    cappellacci 58%
    soru 36%.
    ci vuole dignità nella vita,quando anche gli operai votano a destra,significa aver venduto la dignità per una promessa di un tozzo di pane.

    • gianni
    • 04/02/2010 19:37

    bellissimo l'articolo, purtroppo sono secoli che ci stiamo facendo ' colonizare ', e continuiamo ad abbasare il capo, ed a ubbidire ogni qual volta arriva un nuovo ' colonizatore '. . . . .CI MANCA SORU.

    • ignaziomazzoli
    • 04/02/2010 18:58

    Grazie Bellu! Grazie per i sentimenti veri che mentre parlano al cuore svegliano la mente.

    • Ignazio
    • 04/02/2010 18:26

    VEDI BELLU IO NON SONO UN PRIVILEGIATO VISTO CHE SONO DISOCUPATO E NON PERCEPISCO CASSA INTEGRAZIONE, MENTRE QUESTI SIGNORI PERCEPIRANNO UNA CASSA INTEGRAZIONE PIù LAVORO NERO E TIRANO AVANTI NEL FRATTEMPO POSSONO APRIRE UNA LORO AZIENDA IPPOTECANDO LE LORO ABITAZIONI ANCHE PERCHE' NESSUNA IMPRESA PRIVATA GLI ASSUMEREBBE PERCHE' IL TENORE DI PRODUZIONE E I PRIVILEGGI CHE AVEVANO NON POTREBBERO AVERLI PERCHE' IN QUESTE ULTIME SI LAVORA VERAMENTE!

    • simone
    • 04/02/2010 18:19

    credevo che fosse impossibile descrivere la Sardegna in un libro.G.M Bellu c'è riuscito con un articolo tanto poetico quanto realistico..senza dubbio commovente.volevo semplicemente ringraziarLa.un sardo come lei.

    • gloria
    • 04/02/2010 17:00

    articolo bello commovente,peccato che i cialtroni siano ancora al governo

    • Volta Gianni
    • 04/02/2010 15:59

    Io Sardo non sono, ma credetemi ogni volta che vado a trovare un vecchio mio amico partigiano provo vergogna, si vergogna, perchè le sue ferite non sono ancora rimarginate; esse sono continamente riaperte da chi attualmente siede sugli scranni più alti della nostra amata Italia.Sulle nostre impervie montagne Ossolane centinaia di vite si sono immolate per la mia liberta', non certamente per chi la parola liberta' la usa come logo ai suoi porci comodi.

    • gianni mulas
    • 04/02/2010 15:55

    L'articolo di Bellu coglie nel segno.Resta,tuttavia,l'amarezza per 'iumprontitudine,il qualunquismo,il servilismo , l'affarismo e l'ingenuità dei tantissimi sardi,operai e pastori in primis,che hanno portato al Governo della Regione i Berluscones.Un particolare disgusto per la cosidetta sinistra immobiliarista e per gli elettori delle zone interne.

    • Margherita
    • 04/02/2010 14:19

    E' un articolo bellissimo, scritto con il cuore, e mi accorgo dai commenti che con il cuore è stato letto dai più. Ma alla fine mi pongo una domanda (e non sono la sola, già qualcuno se l'è posta): visto che a quanto pare nessuno di quelli che dovrebbero "prova vergogna", non sarebbe ora che noialtri, oltre a provarla e commuoverci e affollare le piazze e battere le mani a chi dice in vece nostra qualcosa di sensato, invadessimo le aule parlamentari e tutti i palazzi del potere e cacciassimo via questa ignobile banda di cialtroni che non ci rappresenta? Ci (ri)approprieremo mai della nostra memoria, del notro presente e del nostro futuro?

    • Duilio Mura
    • 04/02/2010 12:49

    Quando chi scrive, non lascia solo dei segni ma, stende su un foglio di carta la propria anima, spalmandoci sopra il dolore di un popolo con le sue ferite e quelle inferte alla propria terra. Una lettera che emana odori e suoni, il mirto e la musica ma troppo spesso le urla della disperazione, con il pianto del passato e quello dei giorni nostri. Mi vengono alla mente i racconti di papà e la mia curiosità per capire cosa era questa Sardegna, cosa era questa Italia, cosa era Roma. In quella terra lontana del Belgio sapevo che i nonni stavano in Sardegna, ma non sapevo cosa ciò significasse. Non sapevo che era la mia essenza e non sapevo ancora che il mare era stato l?ostacolo, da scavalcare per acciuffare un tozzo di pane, nel pellegrinare di diverse generazioni delle nostre famiglie. Ricordo ancora lo stupore nel leggere il luogo di nascita di mio padre: ?Gavorrano (GR)?. Si, i nonni avevano già varcato il mare per cercare, in quella bellissima terra di Toscana, un futuro, e forse per dimenticare immani ferite inferte dal fascismo. Ma a quei tempi non accettare la dittatura era dura e la notte la si passava nascosti sugli alberi, per evitare l?olio di ricino, fino all?esasperazione con il ritorno sull?isola varcando ancora il mare. I nonni?..quante volte mi ritrovo a pensarli, per chiedere come era il Piave in quel massacro ormai solamente scritto solo sui libri di storia, per chiedere della miniera, per chiedere della silicosi, della polvere, del sudore e delle lacrime. Poi papà e gli zii, con i racconti della seconda guerra mondiale, dell?emigrazione e delle miniere straniere. Ancora il mare era stato varcato, un?altra generazione aveva conosciuto l?immensa distesa d?acqua ma sempre per soffrire. Quattro fratelli con i loro 15 anni per la seconda guerra e altri 6 anni per il militare. I 22 anni passati all?estero da papà, la nostra nascita gli zii emigrati e i cugini, di primo grado, Francesi. Gli stessi nonni, lo stesso sangue ma Stati diversi. Ma il mare viene ancora oggi varcato, e non solo per le vacanze, ma sempre per il pane. Gli studi, la laurea ma il mare ancora viene varcato anche da me, che non vorrei staccarmi da quell?isola che cerca di sfuggirmi o che mi viene scippata. Per questo ho lasciato sull?isola l?ancora alla quale rimango sempre incatenato. Quell?aereo che mi trasporta avanti indietro, settimanalmente da 8 anni, appare come un palloncino legato ad un filo ben stretto in mano ai potentati che svendono la nostra terra e i suoi abitanti. Lodi, Bologna, Belluno, Benevento?.a un capo del filo, la mia famiglia, il mio cuore e la mia terra all?altro capo. Un filo di dolore, un filo di passione per essa, ma provare ancora vergogna per chi lì ci governa, per chi si nutre del sangue della gente trasformandolo in un semplice spot mediatico. Ben venga il risveglio degli operai e delle coscienze da un torpore creato a suon di tette (in TV) e di Grande Fratello. Si, a suon di tette e Grande fratello, strumenti che non danno dolore fisico, come il manganello e l?olio di ricino, ma strumenti ben più subdoli che devastano l?anima, annientando la volontà e la coscienza della gente.

    Duilio.mura@tiscali.it

    • Omar Onnis
    • 04/02/2010 11:56

    Il pezzo di Bellu tradisce la sua sclerotica visione ?identitaria? dei sardi e della Sardegna. Molto folklore, poca aderenza ai processi storici in corso.Lasciamo stare i miti dei sardi fermi nel loro limbo senza storia: pensiamo al presente e, se possibile, al futuro. Protestare per pretendere che una multinazionale continui ad avvelenarci, sfruttando i contributi pubblici (ossia anche nostri), in combutta con politici e sindacati italiani che sguazzano nella palude del perenne ricatto occupazionale, è mortificante e non più accettabile.Il futuro, anche immediato, sono bonifica e riconversione. Energie rinnovabili, nuove tecnologie, settore agro-alimentare, turismo sostenibile, storia e cultura sono tutti ambiti su cui puntare, più sani e ancorati al territorio di queste fabbriche di disagio sociale e disastri ambientali.La vergogna deve provarla chi perpetua complessi di subalternità. La via maestra è l'indipendenza politica della Sardegna.Omar Onnis, Esecutivo Nazionale iRS ? indipendèntzia Repùbrica de Sardigna

    • Loredana
    • 04/02/2010 11:33

    Non sono sarda, però ho sempre seguito il lavoro straordinario di Renato Soru e sentivo una grande ammirazione per quest'uomo , anzi ero arrivata ad invidiare i sardi per la fortuna che era loro capitata, di avere un governatore che puntava su Istruzione,Ricerca, fonti energetiche e alternative .IL FUTURO.che tutti noi sogniamo.E i sardi lo hanno mandato a casa,però in compenso, hanno votato per mandare in parlamento Barbareschi, l'attore che non è mai presente in parlamento perchè deve lavorare in quanto ,dice,il misero stipendio di ventimila euro al mese non gli bastano.Mi dispiace molto, ma non mi sento di compatire i sardi,chi sbaglia paga.

    • Luisa
    • 04/02/2010 11:04

    Complimenti!!!!!!Il suo articolo coglie appieno la situazione della Sardegna e, purtroppo, dell'intero paese.Siamo in mano ad una 'masnada' che non ha a cuore nè le sorti della gente della Sardegna nè dell'Italia intera. Poveri noi!E pensare che voi avete cacciato un uomo come Soru per un Cappellacci che non abbiamo mai più nè visto nè sentito... Un pochino ve la siete cercata...Mai credere alle parole degli imbonitori (per dirla alla Montanelli).

    • enrico
    • 04/02/2010 10:10

    ... ma se sono stati proprio loro a consegnare la Sardegna a Berlusconi, il minimo che possiamo dire: sono causa in grande parte a faci vivere in una dittatura simile, ed è qui provato che non solo le elite sono causa di oppressione .

    • Giampiero D.
    • 04/02/2010 09:47

    La storia non ci insegna nulla. Siamo stati trattati da servi perchè da servi ci facciamo trattare. Un albero senza radici è destinato a morire e diventare polvere. Abbiamo ciò che ci meritiamo. E nulla più.

    • Tiziana
    • 04/02/2010 00:09

    Un articolo bello ma ...vero....solo in parte. I sardi, quelli dell'Alcoa ed altri come loro votano ed hanno votato chi ora prova indifferenza.

    • KELVU
    • 03/02/2010 23:28

    L'articolo, come già scritto da molti lettori, è semplicemnte commovente. E di questi tempi è una cosa più unica che rara. Ma commoventi sono ancora di più i commenti dei sardi e non sardi che non intendono subire le umiliazioni di questa classe politica (che i sardi hanno eletto) che non riesce a fare a meno di trattarci da sudditi.

    • antonio g.
    • 03/02/2010 23:22

    Il popolo sardo è fiero e ha la pelle dura. Ha sbagliato a farsi incantare da Berlusconi.Ma ha la forza di prendere in mano il proprio futuro, deve volerlo fare con orgoglio scegliendosi gli uomini e lavorando con loro. Non conosco le vicende e le trame che hanno messo fuori gioco Soru, da lontano mi sembrava un sardo appassionato e con un'idea di Sardegna consapevole delle proprie possibilità, intenzionato a restituire una dimensione da protagonista alla propria terra.
    Se non più lui, sceglietene altri e fate voi la vostra rinascita.
    Auguri e affetto.

    • Anna S
    • 03/02/2010 21:08

    L'articolo di Bellu è toccante!Anch'io provo vergogna, soprattutto perchè molti conterranei hanno consegnato la regione (con le ultime elezioni)in mano ai cattivi padroni, che ci disprezzano!Mi chiedo dov'era l'orgoglio sardo in quei giorni, dov'era la tanto declamata identità?
    Noi sardi dovremo prendere in mano il nostro destino. Smettere di pensare che sono i vari signori di turno, venuti dal continente,gli unici a poterci dare un tozzo di pane!
    La tutela del territorio, un turismo sostenibile e la valorizzazione del settore agro-pastorale, questa è la strada per una rinascita seria.Non permettiamo un ulteriore insediamento di stabilimenti che stanno avvelenando noi e i nostri figli.Scegliamo con coraggio una strada diversa!

    • Federico
    • 03/02/2010 19:38

    Una persona che forse conoscete disse in un comizio che "il miglior futuro non è quello che ci regaleranno ma quello che sapremo costruirci"...per decenni abbiamo solo ricevuto regali e oggi ne paghiamo le conseguenze.FORSE DOVREMO IMPEGNARCI TUTTI A COSTRUIRE UN NOSTRO FUTURO,INDIPENDENTEMENTE DALLA INDIPENDENZA POLITICA(scusate per il gioco di parole)

    • ginetto
    • 03/02/2010 19:06

    Complimenti per l'ottima descrizione. Ma questa non è poesia, questa è la cruda realtà che i sardi hanno vissuto e continuano a vivere sulla loro pelle di isolani; mal rappresentati in parlamento, nonostante i diversi sardi presidenti della repubblica . Una volta insediati( proprio messi sulla sedia) tutti se ne sono fregati di questo popolo, figuriamoci chi sardo non è! Noi siamo gente abituata a soffrire con pazienza ?.ma anche la pazienza ha un limite.
    Forza paris

    • Michelangelo Puliga
    • 03/02/2010 18:18

    Personalmente, da sardo, preferirei che Alcoa chiudesse, insieme alla Portovesme srl ed altre aziende della filiera chimica,stanno inquinando mortalmente il territorio e di certo non hanno a cuore le sorti degli operai. Peggio ancora, Alcoa vorrebbe scappar via senza neppure completare le bonifiche di legge. Invece con i soldi pubblici che si stanno ancora una volta regalando si potrebbero incentivare nuove industrie e salvaguardare l'occupazione di qualche migliaio di operai. Basterebbe un bando di gare internazionale ed agire sulla fiscalità per attirare nuovi insediamenti produttivi e mettere fine al ricatto di questa industria stracciona e nel frattempo pagare la cassa integrazione. Sarebbe un'operazione molto più conveniente per l'economia ... Ma nessuno pensa che questo andrebbe fatto ... tutti a relare illusioni con i soldi pubblici

    • Maria Spissu NIlson
    • 03/02/2010 18:04

    Grazie per l'articolo che fa riaprire vecchie ferite e porta alle lacrime. Grazie ancora, è stata una forte emozione leggere parole così vere, scarne ed emozionate. Non è finita purtroppo... ho paura che il peggio possa ancora venire per tutti. Teniamoci uniti.

    • Anna
    • 03/02/2010 18:00

    La cruda e amara realtà, passata e presente, descritta con parole appassionate e quasi poetiche, tanto son belle, ma la realtà, purtroppo, era e resta sempre quella, con la sola differenza, che in quella odierna, oramai, sta venendo sempre meno la speranza in un futuro migliore, per noi e per i nostri figli.
    L'articolo di G.M.Bellu è bellissimo e commovente, un saluto e i miei più sinceri complimenti

    • matteo murgia
    • 03/02/2010 17:40

    quante botte a genova, quante teste spaccate, quanti vent'enni come me che ora di anni ne hanno trenta e vedono realizzarsi tutti i foschi disegni di allora.. no global ci chiamavano, nel migliore dei casi, vandali spaccavetrine, anarco insurrezionalisti.. vetrine di banche che ora girano come avvoltoi sui mutui degli operai.. la globalizzazione non fa sconti a nessuno, che tu sia contadino operaio o laureato, in italia c'è posto solo per gli schiavi.. bell'articolo bellu, non mi sono commosso ma il pugno allo stomaco l'ho sentito anch'io. venerdì in sardegna c'è lo sciopero generale: un nuovo "piano di rinascita per la sardegna". spiegalo a cgil cisl e uil che le nostre disgrazie sono iniziate proprio allora.. cordiali saluti..

    • delio
    • 03/02/2010 17:36

    E cominzat sa passienzia
    In su populu a mancare...

    Su pobulu chi in profundu
    Letargu fit sepultadu
    Finalmente despertadu
    S'abbizzat ch 'est in cadena,
    Ch'istat suffrende sa pena
    De s'indolenzia antiga...

    S'isula at arruinadu
    Custa razza de bastardos...

    Gherra,gherra a s'egoismu,
    Et gherra a sos oppressores...

    Grazie per le tue parole sdegnate,
    vibranti di passione e di orgoglio
    scritte non con la penna,ma col cuore.
    Da un sardo,a un sardo.
    La mia, la solidarietà di tutti
    per chi soffre e lotta per il
    lavoro e la sopravvivenza.

    • anna -iglesiente
    • 03/02/2010 17:32

    BRAVO!!!IO E LA MIA FAMIGLIA NEGLI ANNI 60 ABBIAMO VARCATO IL MARE IN CERCA DI LAVORO E SIAMO RIENTRATI QUANDO CON PORTOVESME SEMBRAVA CHE IL NS. TERRITORIO NON AVREBBE AVUTO PIU PROBLEMI DI LAVORO. INVECE DOPO SOLO UNA GERNERAZIONE DI OPERAI SIAMO AL PUNTO DI PARTENZA. SPERO SOLO CHE NON VOGLIANO NUOVAMENTE AFFAMARCI COSI TANTO, DA NON AVERE NEANCHE LA FORZA DI REAGIRE A UNA EVENTUALE E NEFASTA PROPOSTA DI UTILIZZO DEL POLO INDUSTTRALE DI PORTOVEME COME CENTRALE NUCLEARE. GRAZIE!!!!

    • laura
    • 03/02/2010 17:21

    la parola giusta è emozione struggente. Struggente quanto la tristezza e la malinconia che ci attanagliano l'anima in questi lunghissimi giorni di quotidiana,vergogna,disperazione e rabbia.
    Grazie.

    • alessandro c.
    • 03/02/2010 16:58

    Non possiamo più permettere che il nostro futuro sia in mano di chi non ha e non può avere interesse verso il nostro benessere. Se vogliamo determinare il nostro futuro le uniche richieste possibili sono da farsi verso noi stessi. Iniziamo a costruire con la nostra intelligenza la terra dove vogliamo vivere. iRS indipendentzia Repubrica de Sardigna

    • nanni48
    • 03/02/2010 15:03

    Il Parlamento - usato da Berlusconi come un bivacco di parlamentari costretti a parlare ed a risolvere solo i problemi del loro capo - rinvia ogni decisione sull'Alcoa a lunedì.

    Ed uno dei paradossi che la storia spesso regala ci ricorda che i lavoratori dell'Alcoa provengono dalla Sardegna (che ha preferito quale presidente di regione una controfigura di Berlusconi a Soru) e dal Veneto che tra poco voterà un presidente leghista dopo averne scelto uno berlusconiano.

    Forse due presidenti di sponda diversa ora sarebbero in piazza a Roma con i loro conterranei

    • Luigi Martinetti
    • 03/02/2010 14:54

    L'articolo è bello. Bellu, se non sbaglio, mi sembra un cognome sardo.Son sempre stato socialista (non craxiano), ma penso che ora per un sardoessere indipendentista sia un dovere. Basta essere sudditi di una nazionegretta, egoista e razzista come l'Italia di oggi.

    • massimo dessena
    • 03/02/2010 14:48

    splendido articolo. Ma resto convinto che quello che succede ce lo siamo meritato tutto. ed in più continuiamo a credere ai vari patrizi di turno.
    stiamo diventando come le mosche senza tra l'altro ronzare ma solo mangiando merda.

    • fottaviani
    • 03/02/2010 14:21

    Non bisogna avere la memoria corta.IO RICORDO CHE GLI OPERAI AVEVANO VOTATO IN MASSA PER CAPPELLACCI perche' era stato loro promesso che il miglior premier degli ultimi 2000 anni avrebbe salvato il loro posto di lavoro.Bene se si lasciano ingannare non tenendo conto dell'estrema importanza della questione morale vuol dire che sono responsabili in prima persona della loro situazione.E' tardi cominciare a combattere quando si e' interessati personalmente bisogna farlo per i diritti di tutti e dando fiducia alle persone giuste che non sono quelle che promettono miracoli ma quelle che ti garantiscono sacrifici.

    • Nanni48 per Simone Campus delle 12:42
    • 03/02/2010 13:37

    Grazie della informazione.

    In questi giorni i giornali (Repubblica?) ci hanno fatto sapere e vedere che quello che era stato costruito alla Maddalena per il G8 stava andando in malora.

    Ora Bertolaso - non perché aveva deciso di farlo, ma perché svergognato - è piombato in Sardegna e degli operai hanno messo un po' a posto.

    Ecco questo secondo me vuol dire mancare di rispetto ad un luogo, ad un popolo. Vuol dire considerare le persone dei gonzi. Vuol dire non avere e non riconoscere dignità agli altri.

    Nel post che citi ho detto che Soru stava dando dignità alla politica. L'ho scritto perché penso che lui una manfrina del genere non l'avrebbe mai fatta.

    Per quanto riguarda la vicinanza ai lavoratori dell'Alcoa con me sfondi una porta aperta. Non mi riesce prendermela con gli operai.

    • Antonella
    • 03/02/2010 13:24

    Penso che la Sardegna potrebbe essere uno stato indipendente e lo stesso rimanere nell'Unione Europea. Non sono due cose in contraddizione, ma stare in Italia conduce a contraddizioni che la Sardegna potrebbe evitare.

    • GABRIELE RUBIU
    • 03/02/2010 13:08

    siamo alle solite! oggi più che mai i sardi sono presi in giro e si ripete una scena che è ormai diventata una consuetudine, aiuti di stato e poi in fantomatici imprenditori-prenditori poi spariscono e il tutto in cambio per un virtuale posto di lavoro. Oramai stiamo perdendo i diritti conquistati anni fa..la mancanza di lavoro e il lavoro precario ammazzano la dignità della persona.
    Basta con i proclami e gli slogan servono fatti concreti, srve per davvero un NUOVO PIANO DI RINASCITA di tutto il popolo sardo!!

    • checco
    • 03/02/2010 12:55

    sono appena rientrato da roma...ancora il rumore di caschi e fischietti che per tutta la notte abbiamo battuto sulla piazza e fischiato a perdifiato. Siamo alle comiche un paese che così si vuol chiamare non può permettere che per difendere il posto di lavoro succedano queste cose.

    • renzo buggerru
    • 03/02/2010 12:52

    complimenti! Grazie per non aver scritto il solito articolo sulla "crisi" ma un commovente e lucido pensiero su cosa stiamo provando....

    • Gianluca Melis
    • 03/02/2010 12:49

    E un articolo toccante che porta alla memoria non solo i fatti più recenti ma ci ricorda che siamo stati e siamo tutt?ora un popolo di conquistati e sottomessi disposti a venderci tutto al primo pinco pallino o politico che ci promette mari e monti e noi tutti fessi che lo stiamo a sentire e magari li diamo pure il nostro appoggio (sarebbe bene ricordarlo ai lavoratori dell?ALCOA che durante la campagna elettorale hanno venduto qualcosa o mi pare abbiano appoggiato qualche persona sbagliata)Cito una strofa di una poesia che dice : ? E sos Sardos tottu in pare si che deppente ISCHIDARE? !!!

    • P.ANNA
    • 03/02/2010 12:46

    SI LA PAROLA GIUSTA ED UNICA E' COMMOVENTE PERCHE' VIENE SOLO DA PIANGERE A VEDERE COME SIAMO RIDOTTI, COME SIAMO TRATTATI, PEGGIO DEI SERVI DELLA GLEBA!

    • Simone Campus
    • 03/02/2010 12:42

    Nanni, Tiscali è il nome di una bellissima grotta, vicino alla quale sorgeva un antichissimo villaggio nuragico da cui poi ha preso il nome, in una delle più belle e suggestive zone del Mediteranneo...
    Ciò detto, io che pure sono, e sono stato, un estimatore di Soru, non credo sia giusto accusare gli operai per aver votato Berlusconi... si perchè hanno votato lui e non Cappellacci... la miseria, la fame e la disperazione soprattutto inducono in "errore", ma consideriamo che la anche la Sinistra qualche scherzetto a questa gente gliel'ha combinato... è nostro dovere essere con loro, senza se e senza ma, sperando che decidano di tornare a votare per noi...

    • Katiuscia
    • 03/02/2010 12:42

    Articolo meraviglioso, ti tocca il cuore..Complimenti!

    • Davide
    • 03/02/2010 12:39

    Complimenti.. Bellissimo e tristemente vero.

    • Elena Ledda
    • 03/02/2010 12:19

    BELLISSIMO e COMMOVENTEgrazie Giomaria!

    • Elena Ledda
    • 03/02/2010 12:16

    Bellissimo, Grazie Giomaria!

    • nanni48 per Lucia delle 10:43
    • 03/02/2010 12:05

    Fai benissimo a divulgare l'articolo perché è veramente bello, ricco di pietas per i sardi e la Sardegna.

    Magari non lo spedire solo a Cappellacci. Sono sicuro che hai tanti amici che non leggono L'Unità e lo leggeranno volentieri. Sono altrettanto sicuro che la stessa cosa la faranno anche altri lettori di Bellu.
    Anzi, prendo un'impegno. Ti assicuro che se lo farai tu lo farò anche io.

    • Francesca
    • 03/02/2010 11:51

    I nostri parlamentari non hanno più tempo di pensare e risolvere i problemi veri dei lavoratori ...... Nelle file del parlamento siedono anche degli operai che però non ricordano più la loro storia..... E' più comodo difendere i privilegi dei ricchi!!

    • giosi
    • 03/02/2010 11:29

    Questo articolo stupendo mi ha colpito come una frustata perchè conosco la Sardegna per esservi vissuta da immigrata, perchè qualcuno è anche immigrato in quella suberba terra che ha accolto con grande apertura molti continentali ,già così ci chiamavano con una sorta di reverenza ed un po' di diffidenza. Scoprire ed amare quella terra è un attimo ma oltre alle bellezze naturali uniche è la gente che ti cattura per quella onestà ,dignità non urlata ma determinata !Ogni volta che capito ancora mi semnbra di sentirla come un po' la mia terra ma è arrivato qualcumo a sbaraccare tutto con promesse di niente, sfruttando le aspettative di un popolo che aveva il diritto di ottenere un lavoro .Invece questi sono i risultati tutti sono arrivati con grandi cattedrali poi quando finivano i finanziamenti il privato si ritirava lasciando carrozzoni che succhiavano soldi allo stato e ancor più togliendo quello che è di più sacro per queste genti il lavoro e continua afarlo . La giustizia divina non credo si scomodi per disintegrare questo governo, vorrei lo facessero tutti quegli italiani senza più un lavoro che forse hanno votato questo governo di truffatori legalizzati .

    • filiberto
    • 03/02/2010 11:27

    Giovanni Maria Bellu
    Struggente il tuo articolo ,sara perchè sono vecchio ,o sentito una grossa lacrima scorrere sul mio viso,leggendo e pensando a tutta la storia passata di lacrime disperazione e speranze delle nostre ultime genti, non solo, genti di sardegna ma tutte quelle genti accumunate dalle speranze per un domani migliore
    ieri vedendo la manifestazione a Roma ,mi sono chiesto ,non saremo troppo buoni??? Non sarebbe ora d'entrare in parlamento anziche stare sulle piazze???

    • domegianola da Torino
    • 03/02/2010 11:18

    Non so che cosa è un'isola e tutto ciò che ne consegue..so solo che provo comunque vergogna e non capisco come mezza Italia possa appoggiare tale governo..

    • chichibbio
    • 03/02/2010 11:17

    Qualcuno mi puo spiegare che senso ha fare un decreto che riconosca un abbattimento della tariffa energetica, che deve essere notificato a bruxelles e che se considerato "aiuto di stato" alcoa dovrà restituire la differenza. Si ripete l'errore di anni fa e per il quale ora l'impresa deve restituire oltre 300 milioni di euro. Cari operai ... vi stanno prendendo per il c...

    • dome gianola da Torino
    • 03/02/2010 11:14

    Io non so che cosa è un'isola e tutto ciò che ne consegue....ma provo vergogna comunque. Come può mezza Italia sopportare e non capire ...Grazie per quanto ha scritto .

    • Renato
    • 03/02/2010 11:13

    Complimenti, Giovanni Maria Bellu.Articolo bello fino alla commozione...

    • Paul
    • 03/02/2010 11:11

    Grazie per questo splendido articolo. Traspare, nonostante le avversità con cui ci troviamo fin dall'antichità a combattare, tutta la dignità che il nostro popolo riesce ad esprimere. Il mio augurio e che almeno un pezzetto della nostra dignità possa arrivare fin dentro quei palazzi. a tutti i lavoratori che devono combattere per difendere il proprio posto di lavoro, che siano sardi e non, va tutta la mia solidarietà.

    • Gavino da Alghero
    • 03/02/2010 11:08

    Riprendiamoci la nostra terra!!!

    • Lucia
    • 03/02/2010 10:43

    Mi sono permessa di inviare per e-mail una copia di questo struggente articolo a colui che si fa chiamare presidente della regione Sardegna, Ugo Cappellacci. Volevo essere certa che non gli sfuggisse!

    • Flavio
    • 03/02/2010 10:39

    Guardo quotidianamente le edizioni on line dei giornali più diffusi. Mi piacciono diversi commentatori che stenndono articoli con grande capacità. Confesso di non aver mai letto uno di tale intensità quale il suo. Riesce a far partecipe della storia difficile di un popolo anche chi a quel popolo non appartiene. E' una descrizione che consente di far scorrere le immagini mentre si legge.

    • gian piero
    • 03/02/2010 10:35

    se solo i parlamentari, ministri, lacchè berlusconiani avessero per la Sardegna un centesimo dell'attenzione che hanno dimostrato avere durante la campagna elettorale per le regionali (ogni giorno un via vai di aerei di stato, corteo di auto da un paese all'altro) forse oggi la Sardegna non dovrebbe prostrarsi davanti al Palazzo del Padrone a chiedere il suo diritto al lavoro.Ma sappiamo che la campagna elettorale regionale non serviva a sistemare gli operai sardi, ma a sistemare sulla poltrona di governatore del burattino indigeno Cappellaccius che ha il solo scopo di eseguire gli ordini del Berlusca per la "sua" Sardegna.Cari Sardi alziamo la testa...PS: oltre Monti di Mola ricordiamo Malu Entu, Golfo de li ranchi ecc.

    • mariangela
    • 03/02/2010 10:28

    non vergogna ma ORGOGLIO di essere una che le lotte citate nel tuo articolo le ha vissute, promosse, è fortemente volute- sono la vedova di un minatore che nel 1993 combatteva per quella famosa riconversione alle miniere mai avvenuta - Vergonga per tutti coloro che con le loro scelte scellerate hanno permesso che il SULCIS dopo una lunga agonia riceva in questi giorni la batta finale - e, purtroppo l'ALCOA è S'ACCABARORA - (figura femminile presente nella tradizione sarda che poneva fine alle sofferenze di un moribondo)

    • Pierangela
    • 03/02/2010 10:22

    Ringrazio Nanni48 per il suo bellissimo commento,ho le lacrime agli occhi,condivido tutto quello che ha scritto e non riesco a darmi pace per il voto che i miei conterranei hanno negato a Soru e proprio il Sulcis Iglesiente ha creduto alle bugie di B

    • Bainzu
    • 03/02/2010 10:19

    Vergogna è non rispettare l'onestà e il sacrificio di quei lavoratori a cui non interessa il colore del politico che gli salverà il posto di lavoro. Vergogna è essere faziosi sempre e comunque esprimendo falsa commozione per questa gente fiera.

    • domenica f
    • 03/02/2010 10:17

    Per provare vergogna si deve appartenere. Appartenere a una terra, a un paese, ad uno stato. Bisogna amare e rispettare la terra, il paese, lo Stato a cui si appartiene. Bisogna saper ascoltare, non sentire, le voci che pacatamente ti raccontano la propria storia, ma anche le urla che gridano diritti e bisogni negati. Bisogna sentirsi responsabili del proprio Paese, sia nel calore della propria casa, che lontano. Bisogna riconoscersi nella lingua che si parla, nei cibi che si mangiano e nelle regole che si devono condividere. Bisogna intravedere altro da sé per assolvere ai compiti che ognuno di noi è chiamato a svolgere per il Paese e quindi anche per sé. Bisogna essere capaci e ?candidi? per candidarsi a guidare e servire un Paese, per intravedere nuove strade da percorrere insieme, sperando che siano lunghe, per piantare radici forti e raccogliere frutti in abbondanza

    • Laura di Vienna
    • 03/02/2010 10:15

    Io non sono sarda, sig, Bellu: mi sono commossa e desidero ringraziarla, per la verità che ha saputo raccontare con tanta poesia e passione. E che condivido pienamente... Purtroppo al governo non si hanno orecchie per intendere, o meglio, non si vuole averle!

    • Emilio
    • 03/02/2010 09:56

    Bellissimo.

    • cilios
    • 03/02/2010 09:52

    Ho già stampato l'articolo per divulgarlo tra i miei amici.Complimenti a G.M.Bellu.Anche io mi chiedo, come Nanni 48, come sia stato possibile che i "fieri" Sardi (soprattutto quelli del Sulcis-Iglesiente)abbiano fatto quella scelta scellerata. A tal proposito spesso mi capita di sentire,in riferimento alle proteste degli operai,"ma non avete votato Berlusconi? Ben vi sta!"

    • mario salvatore
    • 03/02/2010 09:19

    Non ho più famiglia poichè è stata dispersa dall'emigrazione in Nord e Sud America.Anche i membri in 2diaspora2 da fame hanno visto il mare per la prima e forse unica volta nel prendere la nave che dopo un mese di viaggio li ha depositati in luoghi in cui non si capiva la lingua e dove altri parvenu li hanno definiti dispregiativamente "gli italiani",loro,i discendenti dei Sanniti prima forti a Caudio contro i prepotenti di Roma,poi e fedeli.Sono scoraggiato poichè vedo che la teoria dei corsi e ricorsi storici in questa Italia è attuale:non un punto di partenza e poi faticosamente verso un progressivo miglioramento,ma un tornare indietro non ad un medio evo in tuta,ma ad un basso evo da schiavi dei soliti quattro beceri avventurieri soci di malavitosi.Mi scorre qualche lacrima per la rabbia impotente!

    • mario da livorno per nanni48 ore 0823
    • 03/02/2010 09:15

    Sono in sintonia con te . Hai descritto la tua esperienza , ti posso garantire ,che anche io ho provato le tue stesse sensazioni. Riguardo alle considerazioni finali del tuo scritto; io non essendo sardo, ho seguito sulla stampa le vicende delle elezioni regionali in SARDEGNA , mi sembra di aver capito che la vittoria del candidato del centro destra é stata facilitata dalle profonde divisioni del centro sinistra....... Comunque, GRAZIE , al condirettore per il bel editoriale. saluti.

    • ermes
    • 03/02/2010 09:10

    be ce ben poco da aggiungere in quello gia scritto.bisogna lottare per non morire di fame, abbiamo solo il voto per risorgere.ci stanno togliendo pure quello,stiamo molto attentoforza ce la dobbiamo fareciao a tuttiermes

    • Antonio S
    • 03/02/2010 09:06

    Veramente un bellissimo modo di esprimere quel senso di disperazione e abbandono che NOI Sardi sentiamo in questo momento...siamo la periferia di un impero che si stà disgregando e tanti, troppi si aggrappano con le unghie e con i denti anche alle ILLUSIONI più grandi. Bisogna trovare il coraggio di non credere più alle FAVOLE e cercare di costruire un futuro che ci veda protagonisti, senza farci ancora una volta (come con il piano di rinascita) far piovere dall'alto le strategie di sviluppo. Ci serve una nuova classe dirigente con nuove idee, che sappia, almeno, imparare dagli errori del passato. Grazie ancora per questo meraviglioso spunto di riflessione...

    • ECresta
    • 03/02/2010 08:53

    I CONFINI...DELLA MEMORIA!
    I luoghi comuni, annullano, la "memoria storica" umana. Nell'articolo è stato puntato il dito nell'ignoranza, che molti, hanno e/o vogliono avere,
    sulla storia del nostro "Paese"! STORIA che è corollata da migliaia di piccole "storie" individuali e di luoghi. Per questo possiamo ritenerci un popolo fortunato. Ma la sensazione dell'inizio o della fine dei confini
    geografici è il dubbio amletico che ci può assalire. Anche per chi vive
    a ridosso dei confini terrestri con un altro stato, come la Svizzera, può
    essere vissuta la stessa senzazione descritta nell'articolo.

    • Marcello Moro
    • 03/02/2010 08:50

    Alla vista dei quattro mori che ciclicamente sventolano davanti al potere romano, provo non solo vergogna, ma vergogna e rabbia e impotenza.Vergogna per come siamo costretti a chiedere ancora una volta qualcosa che invece dovrebbe essere un diritto di ogni uomo in quanto tale, la propria dignità attraverso il lavoro. Rabbia per come spesso noi stessi, popolo Sardo fiero e presunto "libero", siamo i primi artefici della nostra condizione, votando per non far perdere valore alla propria manciata di terra in riva al mare piuttosto che pensando al bene della terra di tutti. Impotenza perché quando emigri accetti oltre al tiro alla fortuna anche di dover decidere poi per un altro sindaco, un'altra provincia, un'altra regione. Spesso un nome che non pensavi neanche potesse esistere, tanto ti fa sentire lontano da casa.Ma se non per noi, almeno per chi verrà ricuciamo le fila. Forza paris...

    • nanni48
    • 03/02/2010 08:23

    Bellissimo articolo. Quando vado alle manifestazioni romane e sento dire che dalla Sardegna è arrivata una nave speciale provo, nel confrontare le mie poche ore di pulman alle loro due notti in traghetto, sempre un sentimento misto di ammirazione (verso i sardi) e vergogna (verso di me).

    Ma se penso agli operai dell'Alcoa davanti al Parlamento all'ammirazione e vergogna si aggiunge la rabbia ed il disprezzo verso quei parlamentari che parlano solo dei problemi del loro padrone.

    Ma non sarei onesto fino in fondo se non dicessi che ancora non mi sono fatto una ragione del voto dei sardi a favore di Berlusconi contro un sardo che stava dando dignità alla politica, alla Sardegna ed anche ai lavoratori del Sulcis iglesiente.

    Un sardo Soru che non ha fatto come i ricconi della Costa smeralda. Ha chiamato la sua società Tiscali che, se non vado errato, è il nome di un nuraghe. Un nome che ha le radici affondate nella storia della Sardegna e dei sardi.

    • maria c
    • 03/02/2010 08:21

    Stimato sig. Bellu, ho letto con emozione crescente il suo bellissimo articolo, è struggente e doloroso, ricco di suggestione e di sentimento,ho lo stomaco in un pugno. Temo però che non possa fare presa su nessuno di questa vergognosa maggioranza che ci SGOVERNA, a partire dal MISERRIMO NAZIONALE. Altri sono i loro interessi, altre le loro esigenze: cosa gliene frega del BENE COMUNE, DELLA GENTE CHE PERDE IL LAVORO O CHE HA GIA' PERSO IL LAVORO, presi come sono a salvare il capo dalla galera e - di conseguenza - la loro poltrona o poltroncina? Dobbiamo solo sperare che la natura faccia presto il suo corso o che trascorrano prestissimo i prossimi tre anni. Grazie ancora per il suo straordinario pezzo.

    • daniela
    • 02/02/2010 23:58

    i monti di mola, è vero. grazie per avercelo ricordato. http://www.youtube.com/watch?v=DCypL7TjELk

    • Pina Meloni
    • 02/02/2010 23:51

    Un articolo meraviglioso. Più lo leggo, più mi commuovo. Forza Paris. Grazie.


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